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Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Il 24 aprile 2021 il Presidente del Consiglio, Mario Draghi ha presentato alla Commissione Europea il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, chiamato anche "Recovery Plan".

Il documento è diviso in quattro aree:

  1. Obiettivi
  2. A. Riforme; B. Missioni.
  3. Attuazione
  4. Valutazione

Le Missioni (2.B) sono sei:

  • Missione 1: Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura e Turismo.
  • Missione 2: Rivoluzione verde e transizione ecologica
  • Missione 3: Infrastrutture per una mobilità sostenibile
  • Missione 4: Istruzione e Ricerca
  • Missione 5: Inclusione e Coesione
  • Missione 6: Salute

La digitalizzazione (missione M1C1 e M1C2) è l’obiettivo primario del piano e anche per molti aspetti trasversale alle diverse realtà. È legata strettamente al turismo e alla cultura che all’interno del sistema produttivo italiano giocano un ruolo particolare, sia in quanto espressione dell’immagine e “brand” del Paese, sia per il peso che hanno nell’economia nazionale (il solo turismo rappresenta circa il 12 per cento del Pil). (PNRR p. 85).

PNRR

Che cos’è la digitalizzazione?

Tecnicamente, la digitalizzazione è una “riconversione” in modalità digitale delle attività produttive e manageriali all’interno di un’azienda, nella pubblica amministrazione, ma anche nelle strutture sanitarie, negli istituti scolastici e universitari; mira a snellire i processi e ad aumentare la produttività.

In Italia è un intervento necessario e urgente, non solo nel settore della cultura e del turismo (l’Italia è il paese con il maggior numero di siti UNESCO), perché l’Italia si posiziona oggi al 25esimo posto in Europa come livello di digitalizzazione (DESI 2020), a causa di vari fattori che includono sia la limitata diffusione di competenze digitali, sia la bassa adozione di tecnologie avanzate, ad esempio le tecnologie cloud. Al tempo stesso, l’Italia ha visto un calo della produttività nell’ultimo ventennio, a fronte della crescita registrata nel resto d’Europa. Uno dei fattori che limitano la crescita di produttività è il basso livello di investimenti in digitalizzazione e innovazione, soprattutto da parte delle piccole e medie imprese che costituiscono la maggior parte del nostro tessuto produttivo (PNRR p. 83).

In concreto, quali sono i vantaggi della digitalizzazione?

Il vantaggio èiù tangibile è (sembra un gioco di parole) "smaterializzare" tante operazioni che oggi richiedono la contemporanea presenza nello stesso luogo di cliente/utente e fornitore di servizi, per esempio i pagamenti, le prenotazioni, le iscrizioni; questo significa che in un futuro prossimo faremo file meno lunghe agli sportelli, effettueremo in sicurezza queste operazioni da casa, avremo archivi più capienti che occuperanno spazi sempre più piccoli e sarà più facile e veloce l’accesso alle informazioni sia internamente alle aziende, sia da parte dell’utente. Semplificare i processi significa anche risparmiare tempo e denaro.

Come la digitalizzazione cambierà il lavoro?

Possiamo immaginare che riusciremo a recuperare modalità di lavoro più comunicative, che ci saranno postazioni di lavoro e competenze intercambiabili e un ritmo meno stressante.

Avremo più tempo per le relazioni buone e anche un tempo di lavoro speso meglio. Tutto questo è la digitalizzazione, o meglio sarà il frutto della digitalizzazione prevista dal PNRR.

L’Italia deve combinare immaginazione, capacità progettuale e concretezza, per consegnare alle prossime generazioni un Paese più moderno, all’interno di un’Europa più forte e solidale. (PNRR p. 5).